A pochi giorni dal Referendum Costituzionale vediamone le regole e le motivazioni

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Negli ultimi due anni, a partire dall’aprile 2014, il Parlamento italiano ha discusso, revisionato, emendato ed approvato una Riforma Costituzionale  che andrà a modificare alcuni articoli della costituzione, in particolare quelli che riguardano i compiti e la composizione del Senato. Il disegno di legge è stato approvato dalla Camera e dal Senato, in particolare questa seconda approvazione è avvenuta nel gennaio 2016. Ora tocca ai cittadini decidere se il Disegno di legge deve essere adottato oppure no. Per maggiori informazioni riguardo al quesito ed ai diversi punti della costituzioni e che saranno modificati dalla riforma è possibile consultare il sito http://www.riformacostituzionale.com/.

Come funziona il referendum


Il Referendum costituzionale avrà luogo il giorno domenica 4 dicembre; i seggi non saranno aperti nella giornata di lunedì, quindi glia venti diritto dovranno affrettarsi a votare entro le ore 23 di domenica. Alla chiusura dei seggi seguirà lo spoglio delle schede. Contrariamente a quanto avviene con i referendum abrogativi, in questo caso non è necessario che sia raggiunto il quorum dei votanti: trattandosi di un referendum costituzionale l’0esito dello scrutinio avrà valore indipendentemente dal numero di persone che accederanno alle urne.

Le particolarità del quesito referendario


Con i referendum costituzionali la legge italiana prevede regole assai diverse rispetto a quelle per i “classici” referendum abrogativi. Infatti nel caso di questi ultimi è possibile proporre, nel singolo scrutinio, diversi quesiti referendari. Questo permette di effettuare una votazione più articolata, in cui si indica la propria propensione ad abrogare alcuni articoli di una legge in vigore, e di mantenerne invariati altri. I referendum costituzionali invece devono essere posti con un singolo quesito, non è quindi possibile spacchettare la Riforma Costituzionale proposta dal governo. Il quesito quindi propone diverse domande agli italiani, cui si deve rispondere con un unico assenso o dissenso.

Le motivazioni del sì e del no


Nei giorni che precedono il referendum il dibattito politico si sta facendo sempre più acceso, anche perché entrano in campo diverse questioni, che esulano dal semplice quesito referendario. Le forze politiche all’opposizione infatti hanno caricato il referendum di un enorme valore politico; se dovesse vincere il no è infatti molto probabile che si tenda a spingere il premier a dare le dimissioni dal suo incarico di governo. Non è semplice per i cittadini decidere come votare in questo scrutinio, in quando le modifiche alla costituzione dovrebbero essere ponderate senza pensare alle implicazioni politiche.

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