Interessi legali e interessi moratori

Il significato economico del termine “interesse” indica le somme dovute al creditore che ci concede disponibilità di una certa quantità di capitale in suo possesso, per un periodo di tempo concordato in precedenza. Nella maggior parte dei casi quando si parla di interessi legali e moratori ci si sta riferendo ad un capitale in denaro, richiesto dal debitore a titolo vario, stabilendo tramite un contratto i tempi e i termini della restituzione del capitale.

Diversi tipi di interessi


La differenza tra interessi legali e moratori riguarda la natura del credito. Gli interessi legali sono originati dal credito che riguarda del denaro che è stato prestato dal creditore sotto particolari termini e condizioni. Gli interessi legali (questo aggettivo viene aggiunto in quanto tali interessi sono stabiliti dalla legge) sono ad esempio quelli che si pagano su un mutuo o sul prestito contratto per l’acquisto della macchina. Sono una forma di interesse con cui quasi tutti i cittadini hanno avuto contatto almeno una volta nella vita, sono di questo tipo anche gli interessi da pagare per l’utilizzo del cosiddetto fido del conto bancario, ad esempio. Gli interessi legali e moratori sono stabiliti anticipatamente quando si contrae un prestito; il tasso di interesse legale viene stabilito dal ministro dell’Economia, entro il 15 dicembre dell’anno precedente a quello in cui tali interessi saranno in corso; nel caso in cui tale indicazione non sia data, rimangono i tassi di interesse legale dell’anno precedente, senza variazioni. Quando si contrae un prestito è necessario che gli interessi dovuti superiori a quelli stabiliti dalla legge devono essere messi per iscritto i controfirmati dal debitore, in questo caso si tratta di interessi convenzionali. In caso contrario il debitore potrà pagare solo la parte legale.

Gli interessi moratori


Mentre gli interessi legali sono quelli dovuti per legge, stabiliti in modo preciso ogni anno, gli interessi moratori insorgono solo quando il debitore ritarda i pagamenti secondo quanto fissato dalla legge o dal contratto tra le due parti coinvolte. Per trovarsi nelle condizioni di dover pagare degli interessi moratori quindi si deve essere in ritardo con un pagamento; il calcolo degli interessi moratori si basa su regolamenti a livello nazionale, che tengono conto del costo del rifinanziamento della cifra per cui il debitore si trova in stato di morosità. Se durante il periodo per il quale il debitore è in mora era tenuto a pagare interessi superiori a quelli legali, pattuiti con il creditore, gli interessi moratori dovranno essere calcolati nello stesso modo. Perché gli interessi moratori siano effettivamente dovuti al creditore è necessario che il ritardato pagamento da parte del debitore sia imputabile esclusivamente a questo attore, e non a cause di fora maggiore. In caso contrario tali interessi non devono essere pagati, in quanto hanno un preciso scopo sanzionatorio, non sono dovuti solo come risarcimento.

Il calcolo degli interessi legali e moratori


Quando avviene una transazione di denaro l’applicazione di un particolare tasso di interesse è normata dalla legge; in particolare è il Ministero dell’Economia che fissa annualmente la percentuale dei tassi di interesse legali e moratori. Nel caso degli interessi moratori connessi a transazioni commerciali o tra imprese, i tassi sono calcolati in modo diverso. Il calcolo della percentuale dei tassi dovuta tiene conto delle possibilità di guadagno ottenute dal possessore di una data quantità di capitale; per quanto riguarda gli interessi di mora invece il tasso è stabilito considerando il costo di un eventuale rifinanziamento in quel preciso periodo.

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